PER IMMAGINI E PER PAROLE: una presenza costante

Nel ghetto di Terezín il tasso di mortalità era altissimo. Le epidemie, la malnutrizione e la durezza della vita nel campo erano le cause principali.

Una parte degli ebrei di Terezín erano deportati nei campi di sterminio ad Est, e sul finire della guerra i prigionieri erano costretti a marciare a piedi intorno alle cinta murarie nel freddo gelido, nella neve con abiti leggeri e senza cibo e solo in pochi tornavano indietro.

Chi moriva veniva cremato e i piccoli Angeli della Morte dovevano cercare tra le ceneri oggetti preziosi. I resti dei defunti erano poi posti in piccole urne di carte e scaricate nel vicino fiume Ohre.

La marcia della morte

Le marce della morte erano un modo economico per decimare tutti coloro che tenevano duro fino alla fine. Quelli che restavano indietro o cadevano lungo la strada venivano fucilati sul posto.

Penna e inchiostro di china

Penna e inchiostro di china

L’ultimo saluto

Ogni giorno morivano molte persone. Dopo una breve cerimonia le bare venivano caricate su dei carri e portate al crematorio, al di fuori del ghetto.

Penna, inchiostro e acquerelli

Penna, inchiostro e acquerelli

Marzia D.S. e Chiara F.

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