PER IMMAGINI E PER PAROLE: i luoghi

Le baracche tutte uguali e senza nome avevano in realtà delle funzioni ben precise. Alcuni luoghi erano interdetti agli ebrei, privilegio unico dei nazisti.

L’unico momento in cui acquistarono dignità fu per corroborare uno dei più infimi piani del Reich: nascondere l’atrocità della Shoah e le terribili condizioni di vita degli ebrei deportati in occasione della visita della Croce Rossa Internazionale e delle riprese del film Der Führer schenkt den Juden eine Stadt (Hitler dona una città agli Ebrei).

I confini del ghetto di Terezín erano limitati da alti terrapieni e da fossati. I contatti con il mondo esterno erano severamente sorvegliati.

Alla pompa

I poveri vecchi ebrei tedeschi, invece dei giardini delle terme in cui si aspettavano di andare, si ritrovarono in sudici cortili.

Penna, inchiostro, acquarelli

Penna, inchiostro, acquarelli

Andare a prendere l’acqua

Nie vergessen, Hände waschen! (“Mai dimenticare di lavarti le mani!”). I cartelli erano in mostra da tutte le parti vicino ai rubinetti, anche se non c’era mai acqua corrente.

Carboncini

Carboncini

Visita del cortile delle baracche

Le condizioni delle baracche danno un’idea della vita quotidiana nel ghetto.

Matita

Matita

Il dormitorio nelle baracche

All’inizio, i deportati dovevano dormire sul pavimento e ogni persona aveva a disposizione circa 1 metro quadrato e mezzo. Più tardi furono costruiti dei letti a castello a 3 piani.

Penna, inchiostro e acquarelli

Penna, inchiostro e acquarelli

Il corridoio nelle baracche Dresda

Per i malati di tubercolosi si allestivano dei letti di fortuna nei corridoi delle baracche per cercare di procurare aria fresca e limitare il contagio. Ma non c’era aria fresca in nessun luogo, la cittadina stipata di persone era infestata di malattie.

Penna, inchiostro e acquarelli

Penna, inchiostro e acquarelli

I lavatori

C’era solo acqua fredda e si doveva usare con moderazione.

Penna, inchiostro e acquarelli

Penna, inchiostro e acquarelli

La strada ariana

Attraverso il ghetto passava una strada divisa da una staccionata. Nell’unico punto in cui c’era un passaggio, la barriera veniva alzata ogni volta che un “ariano” passava.

Matita

Matita

Nel cortile

Ogni piccolo spazio negli alloggi e all’esterno era utilizzato. I muri tra i cortili venivano demoliti e usati come passaggi, perchè le strade non potevano contenere il sovraffollamento di Terezín.

Penna, inchiostro e acquarelli

Penna, inchiostro e acquarelli

Nella toilette

I servizi igienici erano in condizioni spaventose e non potevano far fronte al grande numero di persone. Le porte non si potevano chiudere e fuori c’erano sempre persone che cercavano di entrare.

Penna, inchiostro e acquarelli

Penna, inchiostro e acquarelli

Marzia D.S. e Chiara F.

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