A LEZIONE DI PROPAGANDA

Un controllo totale sull’informazione e la cultura

Manifesto antisemita tedesco in lingua polacca con la scritta “Ebrei–pidocchi–tifo petecchiale” 1941

La propaganda, condotta con tecniche nuove su vasta scala, adatta alle caratteristiche della società moderna, fu l’arma vincente della dittatura nazista.

Fu uno strumento fondamentale sia per conquistare i cittadini tedeschi che non sostennero immediatamente Hitler, sia per imporre il programma radicale nazista a larghi settori della popolazione.  Unito all’uso del terrore come mezzo di intimidazione di coloro che rifiutavano di obbedire, l’ apparato propagandistico statale, guidato da Joseph Goebbels, venne utilizzato per manipolare e ingannare la popolazione tedesca e il mondo esterno.

Durante la guerra, gli autori della propaganda cercarono di giustificare l’uso della forza militare, dipingendola come moralmente necessaria e sostenibile. Agire diversamente avrebbe messo in pericolo il morale dell’opinione pubblica e la sua fede nel governo e nelle forze armate. Per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, i responsabili nazisti della propaganda fecero passare le aggressioni militari come atti necessari e giusti di autodifesa. Prima dell’attacco contro la Polonia, il primo settembre 1939, il regime nazista lanciò una campagna mediatica particolarmente aggressiva per costruire il consenso dell’opinione pubblica ad una guerra che pochi desideravano. Per presentare l’invasione come un atto moralmente giustificato il regime nazista mise in scena un falso incidente, progettato per far apparire la Polonia come l’aggressore contro la Germania.

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Poster “Der ist Schuld am Kriege” – Siete i colpevoli della guerra -1943

Il giorno seguente, Hitler annunciò al mondo la sua decisione di inviare truppe in Polonia. L’ufficio Stampa del Partito Nazista del Reich diede istruzioni ai giornali affinché evitassero di usare il termine guerra; dovevano invece scrivere come le truppe tedesche avessero semplicemente respinto l’attacco polacco, anche questa una manovra studiata per far credere che la Germania fosse la vera vittima dell’aggressione.

Inoltre i leader nazisti cercarono di ingannare non solo la popolazione tedesca, ma anche il mondo esterno sulla realtà del genocidio nei confronti degli Ebrei. Un tema ricorrente della propaganda antisemita creata dai Nazisti fu che gli Ebrei seminavano malattie. Per scoraggiare i non-Ebrei dall’entrare nei ghetti e vedere le reali  condizioni di vita le autorità tedesche misero all’entrata cartelli che avvertivano che il ghetto era in quarantena. In seguito, la propaganda nazista utilizzò queste epidemie, di fatto causate dall’uomo, per giustificare l’isolamento degli Ebrei. Uno degli sforzi più famosi da parte dei Nazisti per ingannare sulle loro reali attività, fu l’istituzione, nel novembre del 1941, di un ghetto-modello a Terezín, che venne pubblicizzato come residenza comune dove gli Ebrei eletti potevano ritirarsi per vivere in pace e sicurezza.  Nel dicembre del 1943, funzionari delle SS dell’Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich decisero di realizzare un film sul ghetto di Terezín. La maggior parte delle sequenze mostra i prigionieri del ghetto mentre si recano a concerti, giocano a calcio, lavorano nei giardini delle proprie case e si rilassano sia dentro che all’esterno degli edifici. Così come accadde in diverse altre occasioni in cui il regime nazista cercò di ingannare l’opinione pubblica tedesca e internazionale, anche in questo caso esso si avvantaggiò della scarsa voglia della maggior parte dei cittadini di comprendere appieno le reali dimensioni di quei crimini.

Carolina L.

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