RAFAEL SCHÄCHTER (1905 – 1945)

“Semplicemente impregnato di musica”

Rafael Schächter è uno dei nomi più saldamente legati al fermento culturale di Terezín. Romeno di nascita, si reca giovane a Praga per studiare pianoforte al Conservatorio. L’ascesa al potere nazista, però, circoscrive la sua attività limitandola a lezioni e concerti privati. A segregarlo ulteriormente, nel novembre 1942 sopraggiunge la deportazione a Terezín.

Nel cosiddetto “ghetto modello”, la creatività di Schächter non perisce: l’artista è pioniere della vita culturale, organizza le attività di musicisti e cantanti, lavora con Gideon Klein e Karel Svenk. Nell’estate del ’42 lavora a La Sposa Venduta (The Bartered Bride) di Bedrich Smentana, che va in scena il 28 novembre dello stesso anno. L’opera, nonostante sia proposta al pubblico di Terezín senza costumi e priva di scenografia, raggiunge il successo ed è replicata ben 35 volte.

Nel suo diario personale, una tredicenne appunta estasiata: “Ho ascoltato La Sposa Venduta tre volte, a Praga, ma non è stato mai così bello. È certamente un miracolo che il direttor Schächter sappia riproporla così”. Commenti pieni di entusiasmo provengono anche dal critico Viktor Ullmann e da Berdich Borges: “Rafael Schächter è letteralmente immerso nella gente […] è semplicemente impregnato di musica.” Nel 1943, Schächter dirige il Requiem di Verdi: un coro di quasi 150 elementi e quattro solisti. È una rappresentazione mastodontica, prova tangibile della preparazione musicale degli artisti presenti a Terezín. La prima rappresentazione riscuote un buon successo però quasi la totalità dell’assembramento dei musicisti che le ha dato vita viene deportato ad Auschwitz pochi giorni dopo. Rafael Schächter, graziato, si adopera per comporre nuovamente il cast, ma le deportazioni verso quell’Oriente fatale si susseguono e soltanto al terzo tentativo il direttore ottiene un cast ridotto con cui tornare in scena.

È il 1944 ed a Schächter è nuovamente affidata la direzione del Requiem. Sono presenti alla rappresentazione anche gli ufficiali dell’SS ed Adolf Eichmann, entrambi ignari del fatto che, nella mente di quegli ostinati artisti, il triste canto di morte è rivolto proprio ai nazisti, cupo monito che prefigura la sorte di coloro che hanno deciso di sterminare un popolo.

A morire proprio per mano della dittatura furono però ancora una volta loro: gli artisti. Questa volta la musica non salvò neanche Schächter: Auschwitz aspettava anche lui.

Leyla K.

Annunci

3 commenti

Archiviato in Biografie

3 risposte a “RAFAEL SCHÄCHTER (1905 – 1945)

  1. Pingback: PER IMMAGINI E PER PAROLE: l’inganno | TerezínArte

  2. Pingback: 16 – 17 OTTOBRE 1944 | TerezínArte

  3. Pingback: UN REQUIEM A TEREZĺN | TerezínArte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...