GLI ANGELI DELLA MORTE

Il lavoro dei più piccoli

Il gruppo bronzeo dell’artista Marie Uchytilová a Lidice.

In memoria dei bambini, Marie Uchytilová.

 

“I bambini rubano il pane e chiedono soltanto
di dormire, di tacere e ancora di dormire…”

Anonimo, 1944

Theresienstadt non aveva camere a gas perché non era un campo di sterminio, ma le persone morivano ugualmente: di fame, di malattia, di dissenteria cronica, di tifo o altre epidemie. I cadaveri non potevano essere sepolti in quanto, essendo il terreno acquitrinoso, l’acqua sarebbe filtrata all’interno delle fosse. I morti venivano cremati e le ceneri setacciate per recuperare eventuali protesi dentarie o altri accessori in oro e, successivamente, poste in scatole di cartone sulle quali era scritto il nome del defunto.

Gli Angeli della Morte erano gli “smaltitori” dei resti dei morti, che passavano queste scatole all’angelo successivo, in piedi e in fila, ricoperti di abiti stracciati e troppo piccoli, scalzi, senza guanti, troppo magri e affamati: erano tutti bambini pagati con qualche sardina o salsiccia per questa raccapricciante attività. Dalle scatole, piene di  buchi, fuoriuscivano ceneri e pezzetti di ossa. Alcuni bambini riconoscevano sulle scatole i nomi dei loro parenti. Le scatole venivano caricate dai tedeschi sui camion e portate al fiume Ohre e qui disperse. Migliaia di scatole piene di ceneri da smaltire, perché Theresienstadt era un inferno e vi morivano troppe persone al giorno.

Quando erano più fortunati, i bambini svolgevano attività di Bordennanz, ovvero venivano incaricati di portare messaggi tra le caserme o di informare i prigionieri, tramite messaggi scritti, che erano stati inclusi nel treno successivo per Auschwitz, divenendo così, Corrieri di Morte. Altre volte venivano costituiti gruppi di bambini incaricati di raccogliere “castagne d’India”, le castagne selvatiche dell’ippocastano, utilizzate come ingrediente nella fabbricazione del pane, quando non veniva utilizzata la segatura come sostanza saziante. Questo lavoro avveniva sotto la stretta sorveglianza delle SS perché si svolgeva al di fuori del campo.

 Rosaria R.

 

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