MAURICE ROSSEL

Nascondere l’inferno dietro al paradiso

“Vale a dire che l’hanno completamente ingannata…”
“Sì, ma…”
“E che la realtà era…”
“…era…”
“…un inferno. Certo, lei non scrive che si tratta di un paradiso, ma il suo rapporto è roseo.”
“Sì.”

(C. Lanzmann, Shoah, Milano, Bompiani, 2000, pp. 264-271)

 

È il 1979 e il grande inganno della propaganda Nazista è ormai di dominio pubblico, però Maurice Rossel ancora stenta a credere a ciò che aveva visto. O, per meglio dire, gli hanno mostrato.

Alla fine degli anni Settanta Rossel si racconta a Claude Lanzmann, in una video-intervista che ripercorre gli anni spietati della guerra. Durante questo lungo confronto, viene tratteggiata una personalità particolare, ambigua, spesso contraddittoria: perché Rossel non ha intuito nulla?

In qualità di delegato della Croce Rossa danese ebbe il compito d’ispezionare Terezín durante gli ultimi anni di attività del campo e venne lasciato libero di muoversi a piacimento – addirittura di fotografare. Il 23 giugno 1944 Rossel vide ben altro: non poteva sapere che il regime nazista aveva previsto sia l’ispezione sia il modo di nascondere ogni sopruso, in modo funzionale alla propaganda di Hitler. Il rapporto di quella visita, infatti, non fu una testimonianza fedele delle terribili condizioni in cui versavano i prigionieri, perché il giovane Rossel – aveva venticinque anni, al tempo – cadde nell’inganno.

“Possiamo dire che abbiamo provato uno stupore immenso per il fatto di aver trovato nel ghetto una città che vive una vita quasi normale”, trascrive nella sua relazione. E definisce Terezín “luogo agréable et satisfaisant” e avvalora questo giudizio raccontando che nessuno diede segno di disprezzare l’ambiente o le abitudini cui erano costretti: se avessero voluto lamentarsi, racconta (a se stesso, forse, prim’ancora che ai posteri), avrebbero attirato la sua attenzione.

Rossel posa davanti al chiosco della piazza centrale di Theresienstadt, 23 giugno 1944. ( http://www.cairn.info/zen.php?ID_ARTICLE=LMS_227_0065)

Rossel posa davanti al chiosco della piazza centrale di Theresienstadt, 23 giugno 1944.
(Fonte: www.cairn.info/)

 

L’United States Holocaust Memorial Museum, tra le numerosissime testimonianze, raccoglie anche l’intero video dell’intervista a Maurice Rossel.

 

 

Chiara C. e Gemma C.

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