KURT GERRON

L’ingannatore ingannato

Kurt Gerron dirige il film "Hitler dona una città agli ebrei"

Kurt Gerron  (11 maggio 1897 – 17 ottobre 1944) dirige il film “Hitler dona una città agli ebrei”

 

La storia di Gerron è una paradossale riflessione sull’importanza del caso nella vita: una scelta che in un momento appare trascurabile, in un altro influenza un’intera esistenza. A causa di una decisione sbagliata inizieranno le disavventure di Kurt Gerron, cineasta e commediante ebreo, gloria della scene tedesche.

Kurt Gerron (all’epoca Kurt Gerson), nasce a Berlino nel 1897. Dopo aver servito la Germania durante tutta la Prima Guerra Mondiale con la qualifica di medico militare, sceglie di dedicarsi alla carriera d’attore, raggiungendo il successo internazionale sia in campo teatrale che in quello cinematografico. Pur essendo ateo e apolitico, con l’ascesa al potere del Nazismo (nel 1933), Gerron preferisce lasciare la Germania, e si trasferisce prima a Parigi e poi ad Amsterdam, dove non solo continua a lavorare come attore, ma inizia anche a dirigere decine di film.

Il suo successo come artista cinematografico accanto a personaggi famosi come Marlene Dietrich ed Emil Jannings (nel film L’angelo azzurro) e la sua fama come indimenticabile Tiger Brown (e interprete della canzone “Mackie Messer”) nella prima rappresentazione dell’Opera da tre soldi di Brecht, gli valgono una vantaggiosissima proposta di lavoro a Hollywood. La decisione di partire sembrerebbe scontata: quale ebreo sceglierebbe di restare in un paese dove il nazismo ormai si sta imponendo a una velocità esponenziale? Kurt Gerron.

Egli, probabilmente, non si rende conto di quanto sta accadendo nel mondo o forse non gli dà peso, convinto, come tanti, che si tratti di un fenomeno passeggero. Inoltre, è così pieno di sé da essere sicuro che la sua fama e il suo nome lo rendano “intoccabile”, mettendolo automaticamente al riparo da qualsiasi tipo di minaccia. Kurt, perciò, decide di restare in patria, come uomo e come artista, come tedesco e come ebreo. Invece, quando nel 1944 la Wehrmacht occupa l’Olanda, Gerron viene prima condotto al campo di transito di Westerbork e poi viene internato a Terezín.

Qui il regista viene messo davanti ad un’altra scelta: dirigere un nuovo film, una vera e propria opera di contraffazione storica sulle condizioni di vita nel campo, o finire su un convoglio diretto ad Auschwitz.

Kurt Gerron sceglie la vita.

Ludovica V.

 

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