VIKTOR ULLMANN

L’artista-titano contro l’Anticristo nazista

“Devo sottolineare che Theresienstadt è servita a stimolare, non ad impedire, le mie attività musicali.”

La reclusione a Terezin non bastò a fermare l’estro creativo di Viktor Ullmann: il musicista ceco, quasi come un alchimista, riuscì a sublimare l’orrore della morte imminente e a trarne linfa creativa. Seppe trovare Bellezza nei luoghi che più sembravano esserne privi, rese l’Arte la più autentica forma di resistenza.

Ebreo di famiglia, il piccolo Ullmann è allievo dell’illustre compositore Arnold Schönberg; presto i suoi genitori si convertono al cattolicesimo per permettere al padre di entrare nell’esercito austriaco. Fortemente influenzato dalla cultura tedesca e cristiana, Viktor Ullmann cresce e vive tra Praga, Vienna, Stoccarda e Zurigo. Nel bel mezzo di una crisi spirituale e creativa si avvicina alla Società Antroposofica di Rudolf Steiner. Appassionato a questo percorso spirituale e filosofico, non lo abbandonerà col passare degli anni.
Ispirandosi a Der Sturz des Antichrist (La caduta dell’Anticristo) dell’autore Albert Steffen, l’artista scrive l’omonima opera musicale, ideata dopo l’ascesa del nazionalsocialismo, che rappresenta la lotta del Bene contro il Male e raffigura un artista titano, unica figura in grado di combattere il Male e l’Anticristo. È quasi prefigurazione della resistenza artistica a Terezin e di ciò che Ullmann stesso si ritroverà ad operare nel campo di concentramento, dove sarà ostinato operatore di cultura di fronte alla repressione dilagante. L’opera non fu mai rappresentata perché implicitamente sovversiva.

Dal 1942 si apre una delle pagine più buie ma paradossalmente più produttive della vita dell’artista: è il periodo della deportazione a Terezin. Ullmann è docente e critico musicale, organizza concerti e rappresentazioni teatrali, raggiungendo picchi di fecondità artistica senza precedenti, ma soprattutto compone le sue opere più famose: l’opera in atto unico Der Kaiser Von Atlantis del 1943 e Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke (Il canto d’amore e morte dell’alfiere Christoph Rilke), tratto dall’omonimo poema di Rilke. È con il lavoro a Der Kaiser Von Atlantis che Ullmann inizia una fruttuosa collaborazione con Peter Kien che sarà librettista dell’opera.

All’apice della sua carriera, in corsa da un concerto all’altro, il vorticoso Ullmann non immaginava che la sua fantasiosa genialità sarebbe stata stroncata di colpo. Ignorava che con l’estroso compagno Peter Kien avrebbe condiviso anche l’odore fatale delle camere a gas e il silenzio della morte.

Era il 16 ottobre 1944 quando per Viktor Ullmann sopraggiunse il trasferimento ad Auschwitz che avrebbe segnato la sua fine.

Leyla K.Chiara C.

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